[Mostly Weekly ~392]
Pensiero critico (avercene)
A cura di Antonio Dini
Numero 392 ~ 6 settembre 2026
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Intanto, buona lettura.

Che tempo orribile! Mi costringe in un costante stato di sciatteria
– Jane Austen
Editoriale
Pensiero critico (avercene)
Perché trovare le cose su Internet (neanche sulle AI) non ci esime da una lettura critica? Un esempio.
Ho trovato questo articolo di "Good Housekeeping" (opens new window) che elenca cinque cose da non attaccare mai a una prolunga (dal condizionatore alla friggitrice ad aria) per evitare il rischio di incendi. Fico.
Ma c'è un problema di fondo: quei consigli sono tarati sul mercato americano, dove la tensione di rete oggi è di 120 volt. In Italia e in buona parte d'Europa, invece, la tensione è di 230 volt. Cosa cambia? Be', la potenza (i watt) sono calcolati moltiplicando tensione per corrente, cioè ampere per volt. Se i volt sono la metà, per avere gli stessi watt bisogna raddoppiare gli ampere, cioè la corrente, che poi è quella che scalda i cavi.
Detta in un altro modo: a parità di potenza dell'elettrodomestico, a 230 volt (europei) la corrente che scorre nei cavi è circa la metà rispetto ai 120 volt (americani), e quindi il surriscaldamento della prolunga è molto meno probabile. Per questo alcuni dei divieti dell'articolo, come quello di collegare una friggitrice ad aria o un tostapane, restano validi oltreoceano ma qui sono molto meno categorici, a patto di usare una prolunga di sezione e tipo adeguati.
Insomma, la lezione è che i consigli vanno sempre contestualizzati: quello che è pericoloso a 120 volt può essere perfettamente ragionevole a 230. Ovvero: il contesto elettrico americano non è automaticamente trasferibile a quello europeo.
Se si applica alla corrente elettrica, che è abbastanza "facile", figuriamoci ad altre cose, come la medicina, la salute, il risparmio, la scelta dell'auto, le millemila cose che guardiamo su Internet tutti i giorni.
Importante
Troppo caldo
Tirando un po' di somme, l'estate che ha frantumato moltissimi record di temperatura (opens new window) ha anche fatto una mezza strage (opens new window) in Europa con 32mila decessi in eccesso rispetto alla media stagionale. Le cose non miglioreranno nei prossimi anni (opens new window).
Mappe
L'Onu ha votato: sulle cartine (opens new window) l'Africa si avvicina alle sue dimensioni reali. Altro che Lago America (opens new window).
College low cost
Il modello del college americano che attrae perché offre una serie infinita di cose aggiuntive extracurriculari (dal sushi alla palestra di yoga) sta tramontando per via dei costi e dell'indebitamento fuori scala. Arriva il college low cost (opens new window): stessa formazione, no frills no drills.
Forse non sapevate che
Per quasi 30 anni parte dell'attuale contea di Sonoma, in California, fu governata dalla Russia zarista come colonia dell'America russa (opens new window) (no, non è un romanzo distopico: era il fantastico diciannovesimo secolo). Fort Ross, fondato nel 1812, servì come granaio per l'Alaska e come centro commerciale con gli spagnoli. Nonostante la sua importanza storica, Fort Ross rimane una reliquia della breve presenza russa in California quasi sconosciuta. Anzi, proprio sconosciuta, va.
L'artista e la sua arte
Un lettore del mio canale Telegram Mostly, I Write (opens new window) (grazie Gianluca!) mi ha segnalato che un articolo che ho ripreso sulla capacità delle AI di risolvere problemi di matematica dipende non tanto dall'intelligenza quanto dalla memoria (la "finestra del contesto") superiore agli umani, ha un problema. L'autore non è uno specialista riconosciuto di questi temi e, soprattutto, altrove sostiene tesi genetiche razziste. Che fare? Censuro la cosa sull'AI? Il problema del suo pensiero: c'è un nuovo revival nella scienza genomica della razza, una nuova versione di una lunga tradizione di ricerca che ha tristemente cercato di dimostrare l'esistenza di differenze biologiche tra gruppi razziali, comprese presunte differenze cognitive. I suoi nuovi sostenitori (i razzisti, per capirci) sostengono che, per quanto controversa, questa linea di ricerca sia necessaria al progresso scientifico. Gli autori della ricerca che analizza il movimento (opens new window), tuttavia, propongono una griglia valore-danno» (value-harm grid) per valutare la ricerca scientifica e sostengono che questa nuova scienza genomica della razza non sia semplicemente controversa, ma proprio aberrante per la sua scarsa utilità e per i potenziali danni che può provocare (avete presente: superiorità e inferiorità delle razze, fare fuori quelli inferiori ecc). Brrr.
Consigli
Per scrivere meglio c'è una regola che vale sempre: leggere il più possibile (opens new window).
Esempi
C'è chi scrive libri (opens new window) nell'epoca delle AI e usando un sacco di tecnologie. Ma proprio un sacco.
Indefinite Backpack Travel
Mettere tutto in uno zainetto e vivere solo con quello: è possibile? Sembra di sì (opens new window). Anche la gestione della tecnologia di Jeremy Maluf è interessante: minimalismo digitale duro e puro (opens new window). L'obiettivo? Tra gli altri, camminare le città (opens new window). Alle volte viaggiando anche senza zaino (la roba solo nelle tasche (opens new window)). Tanta roba.

Italiana
Il portale di Chinatown a Milano
Nati nell'antica Cina come porte tra i quartieri, i paifang sono diventati monumenti e simboli delle comunità cinesi nel mondo. Ora, come racconta Domus (opens new window), uno potrebbe segnare l'ingresso di via Paolo Sarpi.
Vecchi arnesi
C'è gente che compra vecchi telefoni cellulari in condizioni perfette per collezione. Qui i dieci più preziosi (opens new window).
Noi invece a Firenze diciamo
Tutta Italia le chiama matite, noialtri le chiamiamo lapis, (opens new window) comunque vogliate dire in inglese sono "pencils". La storia e il ruolo sociale della No. 2 pencil (opens new window), che da sola è stata per decenni la base di qualunque scolaro americano. Cioè, loro andavano a scuola con i lapis, noialtri con le biro o le stilografiche economiche (adesso tutti con il tablet? boh). Il motivo? Negli Usa i test standardizzati sono da decenni associati alla No. 2 pencil perché i moduli a risposta multipla vengono letti automaticamente con sistemi ottici di riconoscimento dei segni: la grafite lascia un segno sufficientemente scuro e uniforme da essere individuato dallo scanner ottico.
Comunque, gli americani non hanno inventato il lapis ma pare siano stati i primi a metterci una gommina dall'altro lato. E a farle (quasi) sempre gialle. Nella storia è coinvolto anche un giovane Henry David Thoreau che prima di ritirarsi a vivere nei boschi lavorò nella fabbrica di matite del padre (la John Thoreau & Co.).
Giusto per la cronaca: la No. 2 equivale alla gradazione europea HB (media). Altra cosa relativamente scorrelata: io invece adoro la matita rossa e blu (opens new window) e la Bic 4 Colori (opens new window), che è stata inventata nel 1970.
Multimedia
Bernie vs Claude
Non so se vi ricordate, ma quel vecchio volpone di Bernie Sanders è il politico che finora se l'è giocata meglio con le AI (opens new window) (secondo me)
An Extended Look
GTA VI (opens new window) sta arrivando. E ha già fatto il botto su Netflix: potete recuperare l'Extended Look di Grand Theft Auto anche qui su YouTube (opens new window).
Casa mia, casa mia
Ogni tanto mi faccio ipnotizzare da questi video: un micro-micro (ma proprio micro) appartamento di Tokyo (opens new window), per esempio. Ipnotico e totalmente inutile, ovviamente.
Passaggi a livello
Practical Engineering ha approfondito (opens new window), con quel livello di nerditudine che solo gli appassionati di cose ferroviarie hanno (ricordate che la cultura hacker nasce attorno a un progetto di ferromodellismo (opens new window) nelle cantine del MIT di Boston: il Tech Model Railroad Club (opens new window)) come funzionano i passaggi a livello (opens new window) e il relativo segnalamento. I veri ingegneri. In quest'altro video e relativo articolo (opens new window) spiega cosa c'è "sotto" New York City.
Tsundoku
Libri da leggere
Mary Renault, pseudonimo di Eileen Mary Challans (opens new window) (1905-1983) è una scrittrice inglese che ha trascorso la maggior parte della vita adulta in Sudafrica con la compagna di vita Julie Mullard, in un rapporto che durò fino alla morte. Ha scritto in totale 15 romanzi, a cui si aggiungono due opere di saggistica-divulgazione. La sua produzione si divide in modo netto tra la prima parte della sua carriera, dedicata a storie d'amore e di costume contemporanee, e la seconda parte, che l'ha resa celebre in tutto il mondo, interamente incentrata sulla fiction storica ambientata nell'antica Grecia. Mondo che da laureata in lettere a Oxford (era laureata in inglese ma aveva studiato storia, mitologia, filosofia classica, letteratura antica) conosceva benissimo. E non ha mai smesso di frequentare: ha letto in greco antico per tutta la vita, ha studiato le fonti primarie con rigore da storica, ha costruito i suoi mondi con una precisione che molti accademici professionisti non hanno mai raggiunto. Questo è il dato centrale della sua opera, e viene sistematicamente messo in secondo piano.
Andiamo con ordine: il suo libro più famoso è L'auriga (opens new window) (1953), di ambientazione "moderna" e considerato un classico della letteratura LGBT+, anche se quello che sto leggendo è Le ultime gocce di vino (opens new window) (1956) romanzo di formazione ambientato ad Atene durante la guerra del Peloponneso secondo me fenomenale. Molti autori storici si leggono come letteratura di genere, per l'ambientazione: Renault si legge sia per questa (perfetta) sia per la sua scrittura, deliziosa. In Italia è stata tradotta poco e non viene ristampata da tempo: sostanzialmente la ignoriamo. Nel dibattito letterario internazionale è studiata ma con delle difficoltà legata, secondo me, a un doppio problema riconducibile in parte alla sua identità lesbica.
La prima problematica è nei temi. Nei romanzi greci Renault tratta l'amore tra uomini, la pederastia come istituzione educativa, la sessualità fluida del mondo antico, con una naturalezza inedita nel 1958 o nel 1972 (e pure oggi, direi). Qui c'è il primo fraintendimento: la ragione di questa naturalezza non è identitaria nel senso moderno, cioè non deriva dal fatto che l'autrice era lesbica e quindi usava la chiave storica per parlare del presente. No, è proprio storica-storica. Renault stava ricostruendo un mondo in cui queste relazioni erano parte strutturale della vita sociale, militare, filosofica. Escluderle o censurarle sarebbe stato falsificare la realtà che descriveva.
Questo tipo di approccio è fondamentalmente diverso dall'usare il passato greco come schermo per proiettare un'identità moderna. Renault non dice: "Guardate, anche gli antichi erano come noi", cioè non li usa per affermare un'identità moderna, che sarebbe astorica (la paideia greca e la cultura gay contemporanea non c'entrano niente: o perlomeno, non c'è una equivalenza assoluta). Invece, dice: "Il mondo greco era fatto così, e quella sua conformazione ha prodotto questa filosofia, questa arte, questa politica". La sessualità nei suoi romanzi è sempre storicamente motivata, non simbolicamente moderna.
Tuttavia, essendo una lesbica che tratta di temi LGBT, la critica queer degli anni Novanta l'ha riscoperta con entusiasmo, il che è legittimo, ma l'ha anche riclassificata come precorritrice della letteratura gay, il che è riduttivo. Non perché l'elemento sia assente, ma perché non è l'elemento organizzante dell'opera.
C'è un secondo asse di difficoltà critica che si sovrappone al primo. Renault era una donna che scriveva quasi esclusivamente da punti di vista maschili, con evidente identificazione e senza distanza ironica. Questo le ha creato problemi su due fronti simultanei.
La critica femminista degli anni Settanta e Ottanta la guardava con sospetto: perché una donna si identifica con i protagonisti maschili invece di dare voce alle donne? La risposta di Renault, implicita nella sua opera, era che il mondo greco nella sfera pubblica era strutturalmente organizzato attorno all'esperienza maschile, e scrivere da un punto di vista femminile avrebbe significato scrivere di un mondo domestico e subalterno, che non l'interessava narrativamente. È una risposta discutibile ma intellettualmente onesta.
La critica tradizionale, invece, non sapeva dove mettere una donna omosessuale che scriveva romanzi storici di ambientazione greca con protagonisti maschili e relazioni omoerotiche come parte del paesaggio naturale. Cadeva fuori da tutte le categorie disponibili dell'epoca (e pure oggi parliamone, eh).
Togliendo sia l'etichetta LGBTQ sia il sospetto femminista, quello che rimane è una scrittrice con caratteristiche molto precise e rare. La qualità della voce narrante è fondamentale: Renault costruisce voci storicamente plausibili senza cadere né nell'arcaismo decorativo né nell'anacronismo psicologico. I suoi personaggi pensano in modo antico senza sembrare maschere di museo. Le relazioni omoerotiche ateniesi erano tali e costituivano parte della struttura naturale del potere dell'epoca: non c'è maschermento o schermo nel lavoro di Renault. Questo equilibrio è tecnicamente difficilissimo da raggiungere e lei lo raggiunge sistematicamente.
Aggiungo, ma si vede in altri libri, che è rilevante anche il rapporto con il mito, che viene destrutturato e ristrutturato togliendo le trascendenze. Il rigore documentario poi è fondamentale: Renault segue le fonti e riempie le lacune con disciplina e coerenza interna ma non inventa mai e sa sempre dove finisce il saputo e comincia l'immaginato.
Insomma, lei è un'autrice fantastica, potentissima, e assolutamente trascurata. Il problema è di classificazione: il lavoro di Renault è più grande del genere del romanzo storico per scrittura e precisione, ed è in sovrapposizione ma solo parziale con la letteratura LGBTQ+, trattando di temi diversi, più ampi. Insomma, a mio avviso è proprio letteratura oltre che un esercizio per avvicinarsi a come probabilmente pensava un Ateniese del V secolo.
Le Troiane
Già che ci siamo. Siete stati al cinema a vedere l'Odissea di Nolan? Be', c'è anche altro. Ecco qui il riassuntone (opens new window) delle Troiane (opens new window) di Euripide (opens new window). Che è qualcosa di notevole se pensate che l'autore, gli attori e il pubblico erano i vincitori, non i Troiani sconfitti.
Coffee break
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Money quote
Mi resi conto con un certo disagio che i membri del club Mensa, per quanto elevato potesse essere il loro IQ teorico, erano probabilmente irrazionali quanto chiunque altro. Molti di loro si consideravano parte di un gruppo "superiore" che avrebbe dovuto governare il mondo e disprezzavano chi non apparteneva al Mensa considerandoli inferiori. Naturalmente, tendevano ad essere conservatori di destra, e in genere mi sento terribilmente in disaccordo con tali punti di vista
– Isaac Asimov, I, Asimov: A Memoir
Al-Khwarizmi
Centri di calcolo
Ormai lo sanno anche i sassi: mentre da noi pregheremmo per fare dei nuovi data center di alto livello, negli Usa sono stufi e li caccerebbero volentieri. Questa è la storia di Loudoun County, in Virginia (opens new window). (archivio (opens new window))
Skillati
Avete imparato a usare le GenAI e gli agenti? Avete bisogno di skill per capire come si fa? Eccole qua (opens new window).
Buone cose
Invece, se cercate "strumenti normali per compiti normali (opens new window)", li avete trovati (grazie al canale Organizzazione Digitale (opens new window) di Debora Montoli).
Meteo
Che tempo fa, ma nel terminale. Carino: si chiama linecast (opens new window). Si può anche usare un tablet e-Ink (opens new window) per farlo. (Parlando di e-Ink si possono fare cose carine anche con i Kobo e un sistema operativo chiamato Cobalt (opens new window)).
L'imbracatura per gli agenti
Un agent harness è è l'infrastruttura software (opens new window) che mette insieme modello AI, istruzioni, memoria/stato, strumenti, ambiente di esecuzione e meccanismi di controllo necessari a far lavorare un modello in modo agentico. In pratica, consente ai modelli di AI di operare come veri e propri agenti, fornendo loro istruzioni (system prompt), strumenti e un quadro strutturato per guidarne il comportamento. Permette agli utenti di interagire con i modelli attraverso diverse interfacce e mette a disposizione un livello di traduzione che permette la compatibilità tra modelli differenti. A differenza delle applicazioni di AI tradizionali, un harness dà agli utenti il controllo e la possibilità di personalizzare l'ambiente, mettendo assieme maggiore autonomia e gestione diretta.
Refactoring
Con l'AI che aiuta a scrivere codice si può fare una cosa molto utile, secondo me: migliorare il codice esistente (opens new window). Si chiama efficienza e adesso costa sempre meno farlo. (Tra l'altro, arrivano modelli sempre più piccoli ed economici (opens new window) per farlo.)

La coda lunga
Curiosità da viaggiatori
Ok, mi ricollego all'apertura perché mi è venuta in mente a questo punto una cosa di cui si parla sempre quando si va negli Usa e si vedono tutti quei cavi e scatole incasinate sui tralicci di New York. Perché loro hanno quel caos e noi no? La risposta è sempre quella: 120 contro 230 volt (cioè 110 vs 220, prima dei cambiamenti degli ultimi decenni).
A 120 volt, per portare la stessa potenza in una casa serve circa il doppio della corrente che servirebbe a 230. Corrente doppia significa cavi più grossi, più rame, più peso. E siccome il rame costa, gli americani hanno fatto una scelta diversa dalla nostra: invece di portare cavi enormi fino a casa, hanno preferito alzare la tensione lungo la strada e poi trasformarla vicino all'utenza. Ecco spiegati in parte quei transformeroni sui pali, quelle scatole grigie attaccate ai tralicci, quei cavi belli grossi che sembrano spaghetti. Ogni quartiere, ogni isolato ha il suo trasformatore che abbassa la tensione da media a bassa, perché portare 120 volt per chilometri sarebbe antieconomico.
Noi in Europa abbiamo fatto il contrario: tensione più alta fin dentro casa (220-240 V), cavi più sottili, meno trasformatori sparsi. Il risultato è che le nostre linee sono più "pulite" da vedere, con meno apparati appesi ai pali. Ma attenzione: non è che un sistema sia migliore dell'altro in assoluto. Il 120 volt americano è statisticamente più sicuro in caso di determinati tipi di contatto accidentale (spinge meno corrente attraverso il corpo), mentre il 230 europeo è più efficiente nella distribuzione e consuma meno rame (anche qui, in determinate condizioni).
Sono due compromessi diversi, nati da scelte storiche di cent'anni fa, e ormai ognuno è intrappolato nella propria infrastruttura. Cambiare costerebbe miliardi.
E quel compromesso ha una storia, che riassumo un po' grossolanamente, per capirci. Alla fine dell'Ottocento Thomas Edison aveva già installato le prime reti a corrente continua a 110 volt proprio a New York quando Nikola Tesla e George Westinghouse dimostrarono che la corrente alternata era molto più efficiente per i trasporti lunghi. Come conseguenza la tensione di distribuzione (i fili che tra gli isolati) salì, ma quella d'uso finale no: le lampadine a incandescenza funzionavano bene a 110 volt, e cambiare avrebbe reso obsoleto tutto l'esistente.
In pratica, l'America rimase incastrata nella sua scelta. L'Europa, invece, si elettrificò più tardi, soprattutto dopo la Grande guerra, tra gli anni Venti e Trenta, e partendo da zero poté scegliere la soluzione tecnicamente più razionale: 220 volt (poi 230v), che permette cavi più sottili, meno perdite in linea e più efficienza. Detta in parole povere: noi abbiamo avuto la fortuna di arrivare dopo e di poter sbagliare guardando gli errori degli altri.
Ecco, quando andate negli Usa e vedete tutto quel casino di cavi e trasformatori appesi ai pali (ma è lo stesso anche in Giappone, che viaggia a 120v), sapete perché.

Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano
– G.K. Chesterton
END
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