[Mostly Weekly ~390]
Ci vuole un po' di attrito
A cura di Antonio Dini
Numero 390 ~ 23 agosto 2026
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Cantavano i Righeira: "L'estate sta finendo e un anno se ne va". Ma Mostly Weekly no. Grazie per aver aperto questa pagina! Questa newsletter settimanale esce quando è pronta, è realizzata a mano, è piena di refusi ma priva di algoritmi e AI (almeno quello).
È il momento di far volare il sogno di una notte di mezza estate: vi basterà cliccare qui su PayPal (opens new window) in modalità Amici (è una donazione, dopotutto, non una compravendita) e potrete contribuire. Grazie a chi l'ha già fatto (voi isapete chi siete!).
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Intanto, buona lettura.

Solo i più intelligenti e i più stolti non cambiano mai
– Confucio, Dialoghi (Analetti), Libro XVII, capitolo 3
Editoriale
Gustoso
Che cosa strana sono le persone intelligenti: una capa tanta, come si dice, ma poi si fanno portare via come tutti gli altri. Ricordo l'entusiasmo di geni del pensiero per i mercati come conversazioni, gli algoritmi che allenano e potenziano, le magnifiche e progressive sorti della rete. Tutte cose che i capoccioni intellettuali hanno pimpato e flexato come se non ci fosse un domani. E poi?
Il risultato è che gli algoritmi non allenano, allineano. Non potenziano, uniformano. Non conversano, monologano. Abbiamo perso il gusto del gusto, per esempio. Persi nelle nostre nicchie belle calde, nelle nostre bolle ventilate dall'affetto dei tecno-ottimisti, abbiamo smarrito il senso di quello che ci piace, sostituendolo con quello che la macchina vuole che ci piaccia. Non è una novità: il marketing, il design e la pubblicità fanno questo da decenni. Tutto bello, ma la velocità e la capillarità con la quale l'efficientissimo e pervasivo sistema digitale riesce a toccare tutto, non hanno cambiato solo la scala, hanno cambiato proprio le regole del gioco.
Miliardi di feed tecnicamente unici convergono verso le stesse micromode, gli stessi suoni di quindici secondi, le stesse palette cromatiche stagionali. L'alta risoluzione della profilazione non produce individui, produce cluster. La distanza tra le preferenze di utenti diversi non è la distanza tra due gusti formatisi attraverso esperienze differenti, ma la distanza tra due funzioni di ottimizzazione che condividono lo stesso obiettivo. Ciò che sembra diversità è variazione interna a un sistema chiuso.
Il problema più profondo, che sfrutta certamente la naturale tendenza all'uniformità dell'animale sociale homo sapiens, è che il gusto richiede attrito. Bisogna sviluppare dei calli: il gusto si forma dall'incontro tra ciò che ci piaceva con quello che non si sarebbe scelto, dalla delusione di qualcosa che sembrava promettere molto, dalla noia delle domeniche pomeriggio, dal catalogo mal navigato di una biblioteca o dagli scaffali disorganizzati di una libreria.
Il lavoro dell'algoritmo è rimuovere l'attrito sistematicamente. Così facendo rimuove anche la condizione necessaria alla formazione del gusto. Se guardiamo da vicino, un'opinione autentica su un libro, un film, una canzone, per quanto dettata anche dal contesto e dalla nostra educazione e dal nostro giro di conoscenze e dalla scuola che abbiamo fatto e via dicendo, è comunque sicuramente non il residuo di ciò che l'algoritmo non ha ancora spazzato via.
Il gusto è il risultato di un processo di esposizione imprevista, di elaborazione lenta, di confronto con punti di vista che resistono, di gente che la pensa diversamente e di variabili che cambiano sotto l'influenza di stimoli lontanissimi: un battito di ciglia e un sorriso timido di una bella ragazza, durante una magica serata in auto, può cambiare per sempre la nostra idea sul K-pop come musica di sottofondo. Senza questo processo, ciò che si chiama gusto è soltanto la traccia di ciò che si è consumato.
Importante
Censure e cause
Negli Usa la Disney porta in tribunale la Federal Communications Commission (FCC, l'ente di controllo delle telecomunicazioni, che ha un sacco di poteri) perché aveva chiesto la revisione della licenza a trasmettere. Secondo Disney (opens new window), Washington sta cercando di castrare la sua libertà di parola. La FCC aveva lanciato indagini sulle pratiche DEI e sulle regole di parità sulla scia delle critiche al presidente Trump da parte di Jimmy Kimmel della ABC, il network nazionale di Disney.
Ricordi
Stephen Wolfram è una specie di eroe del mondo nerd. Matematico talentuoso, tutt'ora impegnato nella ricerca, è passato alla storia per la sua azienda e il suo prodotto-chiave: Mathematica (opens new window). Il suo scritto per ricordare la moglie Elise Cawley, scomparsa improvvisamente qualche settimana fa, è una delle cose che mi hanno più turbato e commosso da lungo tempo. Forse sono io, ma quei 36 anni meravigliosi sono stati davvero incredibili.
Ramen
Tra poco torna il fresco (incredibile, eh?). Perché non pianificare un buon ramen, allora? Qui ci sono (opens new window) i posti dove lo fanno buono in tutto il mondo.
Orologi e vecchi merletti
Se a un certo punto mi date retta e prendete atto che gli orologi meccanici stanno tornando, sappiate che c'è tutto un mondo di varianti del Rolex Datejust che vi attende. Spiegate tutte qui (opens new window).
Italiana
Liceo classico?
Walter Lapini, quello che fa i video per il Corriere della Sera (opens new window), parla del cuore del liceo classico (opens new window): «Latino e greco sono l'inutile e noi non possiamo fare a meno dell'inutile». Poi c'è tutta una letteratura sulla scuola in generale e sul liceo classico in particolare (opens new window). Ma si può anche tralasciare.
Corsi e ricorsi
Cosa succedeva a Pompei dopo l'eruzione del 79 d.C.? Nuove scoperte provano a rispondere (opens new window) a questa domanda. Dalla rifrequentazione della Casa dei Mosaici Geometrici nella tarda antichità ai reperti rinascimentali dell'Insula Meridionalis: nuove evidenze raccontano una Pompei diversa, mai del tutto abbandonata dopo l'eruzione.
Pennuti stocastici
Unico, complesso, potente. Le infografiche sono multimediali. Un articolo (opens new window) che entra nella classifica. A buon diritto. Non basta leggere Infinite Jest (opens new window), bisogna viaggiare anche nella sua complessità formale con cui AHAHAHAH. Scusate, non riesco ad andare avanti.

Multimedia
Bei posti
Sciacca è un posto meraviglioso. Nel cuore della Sicilia. In provincia di Agrigento. Vi consiglio di farci un giro. Se non altro virtuale (opens new window).
Musica maestro
Dietro il linguaggio apparentemente semplice e disimpegnato dei testi di Mogol per Lucio Battisti (opens new window) si celano riferimenti culturali profondi. È la tesi del saggio Mogol-Battisti 1965-1980 (opens new window) di Paolo Jachia (Ancora Editore), che identifica due presenze costitutive nella scrittura del paroliere: gli Idilli di Giacomo Leopardi e i Vangeli. Come scrive padre Antonio Spadaro nella prefazione, «l'eredità di Leopardi in Mogol non è un citazionismo dotto, ma uno sguardo sulla vita»; invece, dai testi sacri la scrittura del paroliere mutua la forza della parabola e il paradosso evangelico. Questo saggio riscrive la storia di un sodalizio.
Scripta manent
Una volta o l'altra devo spenderci un po' di tempo e raccontare la storia di Roberto Trizio, il suo gruppo multi-business e tutto il resto. Intanto, uno dei suoi millemila video che indaga qual è la pronuncia corretta del latino: ecclesiastica o restituita? (opens new window)
Tsundoku
Son problemi anche questi
Il design è rotto. Silvio Lorusso lo dichiara senza eufemismi nel suo What Design Can't Do (opens new window), un'analisi della disillusione che attraversa la professione di progettista di cose. I designer si scoprono impotenti: le competenze vengono banalizzate dai servizi online, i clienti chiedono solo di ingrandire il logo, le scuole promettono cambiamento e producono insicurezza. Lorusso costruisce un nuovo vocabolario critico attingendo a meme, sfoghi sui social e storie di disincanto storico. La conclusione mi piace sostanzialmente perché è scomoda: il design non genera ordine, abita il caos. Penso che questo sia un libro per chi si sente un designer senza qualità e vuole capire perché. (Quindi dovrebbe vendere un botto).
Viva le nonne
Cose tipo il "canto del gallo". C'era un tempo in cui il mezzogiorno si leggeva nell'ombra accorciata, le ore si tracciavano nel ritmo quotidiano della nictinastia dei fiori. Per Cathy Haynes, artista e docente, queste pratiche dimenticate sono preziose: un libro inattuale, The Fullness of Time (opens new window), che è soprattutto un invito a sintonizzarsi sui ritmi viventi di piante, animali e luce. Altro che attenzione: bisogna fare attenzione, tenere uno sguardo più nitido su ciò che c'è ancora intorno a noi. Il tempo della natura non si è fermato, continuerà anche dopo di noi.
Fa freddo, Anto'
Sarebbe bello essere quel giornalista che può passare tre anni della sua vita professionale (e personale) sulle motovedette della Guardia Costiera, per scrivere un libro inchiesta. Cominciamo da questa idea: con il mutamento climatico il ghiaccio si ritira e lascia spazio a nuove rotte commerciali, a nuovi giacimenti di risorse, a nuove operazioni di intelligence. Kenneth Rosen è il giornalista che ha trascorso tre anni a bordo delle motovedette e nelle esercitazioni artiche dei Navy SEAL. Obiettivo: raccontare cosa sta succedendo ai margini di un mondo che si trasforma. Polar War (opens new window) è reportage e diario di viaggio insieme: un paesaggio che scompare mentre le grandi potenze lo circondano, lo misurano, se lo contendono. Emerge un quadro inquietante, davvero.
Coffee break
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Money quote
[6,1] Dopo aver saccheggiato la città, Camillo decise di trasportare a Roma la statua di Era, come aveva promesso con voto. Radunati per questo gli artigiani, egli offrì un sacrificio e pregò la dea di accogliere il loro fervore e di divenire una benevola convivente degli dèi a cui Roma era toccata in sorte; la statua, si racconta, rispose sottovoce che lo voleva e acconsentiva.
[6,2] Lìvio racconta invece che Camillo pregava toccando la dea e la supplicava, e che furono alcuni dei presenti a rispondere che essa lo voleva e avrebbe seguito volentieri. Quanti però insistono sul fatto e difendono il prodigioso dispongono della più potente delle testimonianze nella fortuna della città, la quale da origini piccole e spregevoli si elevò a tanta gloria e potenza: cosa impossibile senza un dio che la accompagnasse di volta in volta con molte e grandi manifestazioni.
[6,3] Raccolgono inoltre episodi analoghi: sudori più volte sgorgati da statue, gemiti uditi; e mostrano distoglimenti dello sguardo e chiusure degli occhi di xóani, fatti che non pochi storici dell'antichità hanno tramandato. E molte cose degne di stupore abbiamo sentito narrare da uomini della nostra epoca, che nessuno di sana mente disprezzerebbe.
[6,4] Ma in queste materie, sia il credere con troppa fermezza sia il non credere affatto comporta rischi, a causa della debolezza umana, che non conosce misura e non sa governare se stessa, e si lascia trascinare ora verso la superstizione e l'accecamento, ora verso la noncuranza e il disprezzo degli dèi. La prudente reverenza e il "nulla di troppo" sono la cosa migliore.
– Plutarco, Vita di Camillo 6,1-4
Al-Khwarizmi
Messaggini
Vi fidate a dare le vostre conversazioni in pasto a ChatGPT? Adesso c'è un plugin (opens new window) da mettere in pancia a Messaggi di Apple, l'app per i messaggi sms e quelli blu, disponibile per tutti piani della AI di OpenAI. Cosa fa? Legge, cerca, prepara e spedisce i messaggi, tutto da solo. Che problema potrebbe esserci?
Conversioni
Marked 3 (opens new window) è la nuova versione di una utility per macOS a pagamento che adopero da anni (io ho la 2). Serve a trasformare un testo originale in markdown in un pdf, html, docx o altro con stili e gusti vari. Praticamente serve ad esportare in vari formati. Molto utile per me.
Altre conversioni
Questa, invece, è un'altra cosa ma non l'ho mai usata. Quarkdown (opens new window) è una semplice variante del Markdown e consente di aggiungere un controllo tipografico fine al linguaggio di marcatura leggera: layout preciso della pagina, note a pie' di pagina, riferimenti incrociati, matematica e stile coerente su un intero documento, insieme a script simili a funzioni e modelli riutilizzabili. È gratuito, open source e, a seconda di una linea di configurazione, la stessa sintassi leggera può trasformarsi in una carta, un mazzo di diapositive (ovvero "un deck di slide", come dite voi gente di mondo) o un wiki aziendale.
Scrivere insieme
L'editor perfetto per padroneggiare markdown in formato umano ma anche come lingua franca con gli agenti: è la sintassi che mette d'accordo tutti, macchine e persone. Si chiama hubble (opens new window), dovrebbe essere pure gratuito.
Cose di agenti
herdr (opens new window) è una roba che comincio a non capire bene a cosa serve e come funziona se non che fa fare cose con gli agenti. Ragazzi, io ve lo dico: questa cosa dell'AI ci sta sfuggendo di mano proprio da un punto di vista tecnico. Stiamo rifacendo gli stessi errori di super-complessità che sono già stati fatti con Javascript per il web.
Tante cose da sapere
Tipo quest'altro coso, questa volta per il desktop: OpenHuman (opens new window) è una "personal AI super intelligence" per la scrivania del vostro computer, un cervello che costruisce, una memoria locale (ma anche cloud) della vostra vita, un super orchestratore di flotte di agenti che fanno cose, di flussi di lavoro che la metà bastano e via dicendo. Fa anche ricerca come un'intera scuola di dottorato. Ma poi funziona? Boh.
C'è posta da buttare
Archiviare l'email. Un sogno. Questo msgvault (opens new window) ci prova, ma ci riesce? Non ne ho idea.

La coda lunga
La scoperta dell'America
Quando vai in un territorio nuovo scopri cose nuove. Difficili. Complicate. Differenti. Incomprensibili, perlomeno di primo acchito. Ad esempio: la generazione delle immagini con l'intelligenza artificiale. C'è tutto uno scontro politico relativo al diritto d'autore: i modelli "imparano" a fare cose usando le immagini già esistenti, ma queste immagini le hanno fatte delle persone che si sentono derubate perché, dicono, poi l'AI copia il loro lavoro per fare le sue immagini. Il nesso, se ho capito bene, è questo. Seguono cause miliardarie, compensi spontanei, varie licenze acquistate.
Adesso però un gruppo di scienziati del MIT ha fatto un lavoro di ricerca su una AI che genera immagini e ha dimostrato che queste immagini non sono riconducibili ai dati di addestramento. Si chiama "decadimento dell'attribuzione": man mano che i generatori di immagini vengono addestrati su dataset più ampi, l'influenza di qualsiasi singola immagine di addestramento diventa sempre più difficile, se non impossibile, da rilevare. L'articolo (opens new window) è uscito su Nature Communications (opens new window) e ha implicazioni ovvie e significative per il crescente contenzioso legale (opens new window) sul diritto d'autore nei confronti delle aziende di AI.
Trovo interessante il modo con cui è stata fatta la dimostrazione: i ricercatori Zheng Dai e David Gifford hanno sviluppato un'architettura chiamata "diffusion ensemble" per rispondere a una domanda apparentemente semplice: cosa produrrebbe un modello se non avesse mai visto una determinata immagine di addestramento? Invece di riaddestrare i modelli da zero milioni di volte, il loro sistema allena più componenti su porzioni di dati sovrapposte, consentendo di disattivare influenze specifiche senza approssimazioni.
Testando 24 diffusion ensemble su dataset che vanno da 256 a oltre 160mila immagini, hanno riscontrato un andamento costante: più grande è il set di addestramento, meno conta ogni singola immagine. In alcuni casi, rimuovere l'intera opera di un artista o tutte le fotografie di una determinata persona non produceva alcun cambiamento misurabile nell'output generato.
Questo è scientificamente interessante, ma per gli artisti è anche un vero problema.

Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano
– G.K. Chesterton
END
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