[Mostly Weekly ~373]

Il controllo è una questione statistica


A cura di Antonio Dini
Numero 373 ~ 26 aprile 2026

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Intanto, buona lettura.



A320
A320 ~ Foto © Antonio Dini


La lettura è l'unico modo che abbiamo per scivolare, spesso senza volerlo e senza difese, nella pelle, nella voce, nell'anima di un altro.
— Joyce Carol Oates




Editoriale

Facile sbagliare
Ok, lo avrete capito: non ce l'ho fatta. Tra un attimo inizio con la seconda parte del ragionamento iniziato settimana scorsa (opens new window), ma il punto centrale è un altro: la cultura digitale è stata completamente dirottata dall'intelligenza artificiale generativa. Non è neanche ipotizzabile portare avanti Mostly Weekly senza parlarne in abbondanza tutte le volte. A meno che non riduca la newsletter a uno-due argomenti specifici, ma così diventa noiosa e quindi pericolosa: due argomenti è facile sbagliarli, ammazzando l'attenzione e il piacere di leggerla. Con tanti punti diversi, un po' elaborati, qualcosa di interessante si trova sempre (almeno spero).

Veniamo a noi:

La foresta oscura della mente II
(Parte seconda di un ragionamento iniziato settimana scorsa)

La settimana scorsa chiudevo dicendo che la colla del controllo contemporaneo è la capacità di raccogliere dati e riconoscere schemi. Adesso che abbiamo aperto la via, vediamo di affondare sino in fondo: non è l'intelligenza artificiale il mostro, è la statistica. L'AI è solo la sua interfaccia diventata conversazionale, e quindi credibile. La foresta oscura della mente di cui scrive Janko (opens new window) non si nutre delle nostre idee perché qualcuno le legge, ma perché una curva di distribuzione le fagocita come gradienti.

Il rovescio è che anche chi propone (opens new window) di "diventare la foresta" costruisce la sua fortezza sullo stesso terreno: uno standard vince quando la statistica d'uso lo conferma. Siamo tutti dentro lo stesso meccanismo (opens new window), che premia la regolarità e punisce la singolarità.

Quello che resta difendibile, allora? Non è il segreto, ma l'irregolarità: ciò che un modello non sa ancora prevedere perché non è mai abbastanza frequente. Si potrebbe fuggire completamente dalla rete, certo: diventare silenti (opens new window), cioè staccarsi e vivere fuori. Sarebbe la risposta più razionale. Ma anche la meno usabile. Per questo continuerete a trovare ancora numeri di Mostly Weekly: l'irregolarità del pensiero è imprevedibile.




Malpensa
Malpensa ~ Foto © Antonio Dini



Importante

Il declino dell'economia dei teoremi
Questa la capiranno in pochi ma è importante. Perlomeno, secondo me. In futuro, fare matematica senza l'AI sarà inconcepibile, proprio come lo è oggi senza LaTeX. L'autore è David Bessis, ex matematico e ora imprenditore nell'AI. Sostiene che il vero valore della disciplina risieda (opens new window) nella chiarezza e nella comprensione, piuttosto che nei soli teoremi. Teme però che l'AI possa scardinare il sistema di valori tradizionale, basato sul prestigio della dimostrazione e sul successo individuale.

Old dogs, new tricks
C'è uno che sostiene (opens new window) che tutte le competenze umane possono essere suddivise in quattro categorie fondamentali: Design, Tecniche, Gestionali e Fisiche. L'idea è semplice: le persone coscienziose, esperte in un compito all'interno di una categoria, possono raggiungere un livello di competenza specialistico in qualsiasi altra attività della stessa categoria in circa sei mesi di impegno mirato. Tuttavia, e qui c'è la cosa interessante, cambiare categoria non si può se non con uno sforzo che richiede molto più tempo e fatica, trattandosi di domini cognitivi distinti. La teoria nasce dall'osservazione delle capacità di apprendimento dei membri del team dell'autore e dall'esperienza che ha maturato in vari settori. Tutto molto bello, ma sarà vero?

Quando niente era tabù
Dieci immagini decisamente intime di una Parigi decadente e ormai perduta: erano gli anni Trenta (opens new window), quasi un secolo fa. La mostra si chiama Brassaï: The Secret Signs of Paris (opens new window) ed è al Moderna Museet di Stoccolma fino al 4 settembre, la curatrice è Anna Tellgren. Brassaï è nato nel 1899 a Brassó, in Transilvania, all'epoca parte dell'Ungheria. Dopo Budapest e Berlino Brassaï è arrivato a Parigi. Il resto è storia della fotografia.


Speciale educazione

Il culo nella vita
Uno stralcio dell'intervista a Massimo Ponzellini (opens new window) (il banchiere che era ai domiciliari), uno degli italiani più potenti dei quali non avete mai sentito parlare.

Berlusconi insisteva su internet, inglese e informatica. È la formazione ideale?
«Non bisogna confondere la formazione con gli strumenti tecnici. Il principio eterno è mens sana in corpore sano: una combinazione tra stimoli intellettuali, culturali, morali e attività fisica».

Scuole italiane o internazionali?
«I migliori collegi dicono siano in Svizzera. Adesso mi nomini un poeta o uno scienziato svizzero. Ragazzi andate al Parini a Milano, al Galvani a Bologna, al Tasso a Roma».


Italiana

Giornali
C'è la crisi da anni e le testate chiudono. Oltre alla chiusura, con mio grande dispiacere, di Wired Italia (opens new window), della quale ho già dato notizia domenica scorsa, c'è anche quella di TiscaliNews (dodici giornalisti) (opens new window). Però si fa presto a dire "la crisi". Quanto vendono i giornali in Italia? Sempre meno, da anni (opens new window).

Le gemelle
Una fotografa italiana ha viaggiato in Palestina per documentare la crescita di due gemelle beduine. Undici fotografie in bianco e nero e sette mappe incise su plexiglass (opens new window) raccontano la progressiva frammentazione del territorio palestinese. È il lavoro di Monica Biancardi al MAN di Nuoro.

Il lavoro del pensionato
Alan Ford continua a uscire e finora, per ben 630 numeri, sempre firmato da Max Bunker, al secolo Luciano Secchi. Solo che ora l'autore, classe 1939, è stanco e ha deciso di passare la palla (opens new window) al figlio Riccardo. Pensione e riposo? No, graphic novel tratti dai romanzi, scritti 50 anni fa, dell'investigatore privato Riccardo Finzi dell'omonima Agenzia Riccardo Finzi, interpretato sul grande schermo da Renato Pozzetto ormai una vita fa nel film Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective, diretto da Bruno Corbucci.

Chi Vespa mangia le mele
Era destino, ne ho avuta una anch'io. Anzi, due in realtà. Il 23 aprile del 1946, 80 anni e tre giorni fa, venne depositato il brevetto di uno scooter progettato da Piaggio (opens new window), che ancora oggi (opens new window) è presente nell'immaginario collettivo come poche altre cose.



Multimedia

Un po' di filmetti fatti con l'AI

AI or DIE
È arrivato il momento di dividere per zero: PiHard (opens new window)

Turismo
Impero persiano: ecco com'era fatto (opens new window).

Ville lumière
Timelapse che non lo erano: Parigi (opens new window).

Questo invece non è fatto con l'AI

Paul e l'altra mela
Già che ci siamo, il dietro le quinte del concerto di Paul McCartney (opens new window) alle celebrazione dei 50 anni di Apple. Tra l'altro è significativo perché si sono incontrate le due mele: quella di Apple e quella dell'etichetta dei Beatles.


Tsundoku

Letture per l'estate
Ho pucciato il ditone del piede nell'acqua per sentirne la temperatura, e mi è piaciuta. L'ho trovata sorprendente, davvero sorprendente. Fuor di metafora: ho letto qualche pagina di un libro attorno al quale giro da anni ma che certamente non leggo adesso, sennò impallo tutto il resto. Però wow. E ci arriverò, perché è scritto in un inglese maestoso e molto comprensibile (per un italiano, almeno). Si tratta di The History of the Decline and Fall of the Roman Empire (opens new window), in lingua originale e versione integrale (ci sono molte versioni ridotte o abridged, sia in inglese che in italiano). Sono sei volumi scritti dallo storico britannico Edward Gibbon tra il 1776 e il 1789 che coprono l'arco di tempo che va dal 98 al 1590 d.C. Attenzione, due caveat. Il primo è che non va letto per imparare la storia dell'impero romano (per quello meglio un manuale moderno) ma per apprezzare il lavoro di questo particolare autore che scrive in maniera straordinaria. Il secondo è che la storia dell'impero romano non finisce con la deposizione dell'imperatore Romolo Augusto da parte di Odoacre nel 476: c'è tutto l'impero romano d'Oriente che gli sopravvive e va avanti fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453 e la contestuale morte dell'imperatore Costantino XI Paleologo per mano (metaforicamente) di Maometto II. E poi ci sono un po' di scampoli per altri 137 anni. Comunque, mansplaining a parte, quel libro è una bomba. Solo che è lungo: sono fra le 4000 pagine (edizioni cartacee integrali) e 11mila pagine (edizioni digitali integrali). Volendo, le trovate qui (opens new window).

Dietro le intelligenze artificiali
Il libro di padre Paolo Benanti, La nuova logica del dominio. Potere computazionale, democrazia e condizione umana (opens new window) è primo in classifica nella categoria Scienze Politiche su Amazon Italia. È un segnale, dice padre Benanti: c'è una domanda diffusa e reale su come le nostre società stiano affrontando un potere che non si impone più con la forza o la legge, ma attraverso la persuasione, la predizione e il controllo.

The Notebook: A History of Thinking on Paper
A un certo punto ho pensato di comprarlo, affascinato dall'idea di scrivere e pensare, pensare e scrivere. Temo che la mia crisi di mezza età sia davvero pesante. Comunque, il libro è di Roland Allen e si intitola The Notebook (opens new window). Cerca di rispondere alla domanda se si possa pensare sulla carta (opens new window).

C
The Little Book of C (opens new window) è un libro online (carino il tema) sulla programmazione in C. Non so se è buono, non so se serve, ma comunque c'è.


Coffee break

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Money quote

Mi sembra che l'unico tra noi due che sta facendo uno sforzo per evitare che io ti meni sono sempre io, la stessa persona che poi prima o poi ti menerà

Padre Frediani (opens new window)




Al-Khwarizmi

Ridurre la complessità
Una domanda esistenziale: i frontend moderni sono un casino per caso o è voluto? Questo articolo (opens new window) esplora l'argomento con una tesi interessante. L'idea è che lo sviluppo dei frontend moderni è diventato eccessivamente complesso a causa del crescente divario tra il codice sorgente basato sui framework e il runtime nativo del browser. Questa complessità si è evoluta partendo dalle semplici pagine statiche, passando per l'aggiunta di interattività con JavaScript e AJAX, fino ad arrivare alle pesanti architetture Single Page Application (SPA) di oggi. Come si può fare? Un'alternativa più semplice consisterebbe nell'utilizzare il rendering lato server con HTMX per l'interattività, HTML Web Components per i comportamenti riutilizzabili e il templating lato server.

First Wap, then what?
La tecnologia Altamides, realizzata dall'indonesiana First Wap, permette di sfruttare delle debolezze del protocollo SS7 usato dalle compagnie telefoniche e tracciare la posizione di qualunque telefono senza che nessuno lo capisca. Sempre più tecnologia da film, quando i tecnici "individuano" il telefono. Solo che il controllo legale su questo tipo di intercettazioni, secondo Mother Jones che l'ha scoperto (opens new window), è zero.

Come cambia il mondo
Gli architetti dell'informazione, cioè iA (opens new window), autori di iA Writer (opens new window) (da anni il mio strumento di scrittura) e Presenter (opens new window), stanno facendo un altro cambiamento. La piccola azienda svizzero-giapponese ha deciso di introdurre gli iA Account (opens new window), adesso su Presenter e dall'anno prossimo su tutti gli altri software. L'obiettivo è transitare dal codice di autenticazione al profilo che lo gestisce: è un passaggio importante soprattutto per una piccola software house e il segnale dell'evoluzione del mercato degli App Store, che stanno perdendo parte delle loro funzioni se non della loro rilevanza.

Mac Cube
Steve Jobs era appassionato all'idea di un computer auto-contenuto, compatto, dalle forme geometriche pulite. All'opposto delle "box" che vengono assemblate e si possono espandere. Dopo l'Apple II (che però non aveva ancora l'ethos di Jobs) c'è stato ovviamente il primo Macintosh, poi l'iMac vecchio e nuovo, e anni dopo i vari Mac mini, Mac Pro "cilindro" e Mac Studio. Ma c'è stato anche un prodotto a metà della linea, ucciso dalle difficoltà tecniche e dal processore con la tecnologia sbagliata oltre che dal prezzo fuori scala. Era il Mac Cube (opens new window). Era bellissimo, peccato fosse un G4.


Hotel Carlton Bilbao
Hotel Carlton Bilbao ~ Foto © Antonio Dini

La coda lunga

AI frugale
Il futuro ha la forma che gli vogliamo dare: guardando le asimmetrie, i problemi, i vettori di sviluppo, e intervenendo in maniera creativa. Basta volerlo, le idee ci sono. Prendiamo ad esempio il crescente divario globale nell'adozione dell'intelligenza artificiale: sta spingendo lo sviluppo della cosiddetta "AI frugale", un approccio che privilegia l'efficienza rispetto alla pura potenza di calcolo. Se ne parla in dettaglio qui (opens new window).

Si tratta di modelli più snelli e a pesi aperti (i famosi open-weight), progettati specificamente per operare su dispositivi a basso consumo e con set di dati limitati, garantendo così un notevole risparmio economico e un impatto ambientale ridotto.

La dimensione forse più significativa di questa tecnologia risiede nella sua capacità di favorire l'inclusione: l'AI frugale è uno strumento prezioso per la preservazione delle lingue e delle culture indigene, perché permette l'utilizzo dei sistemi in modalità offline e garantisce la piena sovranità sui dati.

L'obiettivo non è semplicemente ottimizzare l'esistente, ma costruire da zero sistemi agili che richiedano meno memoria e meno energia; una filosofia progettuale che riduce drasticamente l'impronta di carbonio, rendendo l'innovazione finalmente sostenibile e democratica.


three-stars


Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano

– G.K. Chesterton


END



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